Cavallari di Pizzoli

e il suo Premio Letterario

 
 

      Vivere è scrivere, in un certo senso, anche se si fosse analfabeti, e se non ci credete guardate le tracce che lasciano i piedi sulla sabbia bagnata, le bave interminabili delle lumache o gli spruzzi di orina con cui certe bestie marcano il territorio.

E' diverso quando l'animale uomo, guardandosi alle spalle, si accorge della traccia che ha lasciato: allora la sua vita gli appare come un qualcosa che ha limiti e forma, s'interrogherà sul senso del suo vagare, proverà a dargli compiutezza procedendo in circolo, circuirà uno spazio, marcherà un centro, non più vagante ma abitante della terra, nel disegno gli parrà di riassumere il noto e rap-presentare l'ignoto.

     Altri verranno, e troveranno condivisibile quello spazio: nel cammino di quel primo, riconosce-ranno il proprio, condivideranno con lui quel suo modo di abitare il tempo o forse abiteranno i suoi resti, a seconda   di   esigenze  e  dimensioni

 

modificheranno o allargheranno, fino a un risultato comunemente plausibile.

Ora la scrittura è residenza comune, già diventata una lingua. Nella lingua nasciamo, ci muoviamo, abitiamo, apprendiamo a nominare il mondo e le cose, essa ci rassicura di vivere in un universo stabile e senza misteri, e ci fornisce storie praticabili, maschere sociali tra cui scegliere il nostro copione.

Valter Binaghi

Siamo giunti alla XII Edizione!

Quest’anno è con noi una storica Associazione Culturale di Pizzoli, l’Associazione “Orione”, alla quale vanno un caloroso benvenuto ed i migliori auguri di buon lavoro!